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Professionalità estetista: se sai fare bene il tuo lavoro ma non lavori, il problema non è il settore

C’è una convinzione dura a morire nel mondo beauty:“ Se sono brava, prima o poi lavorerò.” Suona rassicurante. Peccato che non funzioni più.

Oggi puoi essere bravissima, precisa, pulita, aggiornata… e avere comunque l’agenda vuota. Non perché il settore è marcio.


Non perché la gente non spende. E nemmeno perché “una volta era diverso”. La verità è più scomoda: stai ragionando in modo vecchio in un mercato nuovo.

E no, non è una questione di talento. È una questione di professionalità incompleta.


Il mito pericoloso: “Se sono brava, lavorerò”



Donne con divise da estetista in bianco e nero e una sola a colori che si distingue dal gruppo
Vuoi restare in bianco e nero o diventare una professionista che si distingue davvero?


Saper fare bene il proprio lavoro è fondamentale. Anzi, deve essere maniacale. Ma oggi è solo il punto di partenza, non il traguardo. Vent’anni fa bastava essere competenti. Oggi tutti sanno fare qualcosa. Unghie perfette, extension ciglia impeccabili, make-up tecnici, trattamenti sempre più specifici. Il livello medio si è alzato, e questa è una buona notizia.


Il problema è che molte professioniste si sono fermate lì. Come se la tecnica, da sola, bastasse a farsi scegliere. Spoiler: non basta più. Essere brave non ti rende automaticamente desiderabile. Ti rende solo… una tra tante brave.


Vent’anni fa eravate in dieci. Oggi siete in mille


Facciamo finta che i numeri siano casuali, ma il concetto no.

Vent’anni fa, in una zona, c’erano poche estetiste. Oggi ce ne sono moltissime. Non è colpa di nessuno. È l’evoluzione naturale di un settore che è cresciuto, si è specializzato e si è reso accessibile.


Ma più cresce l’offerta, più la competenza tecnica perde potere distintivo.

In un mercato affollato, non vince chi sa fare meglio. Vince chi sa farsi scegliere.

E qui iniziano i problemi. Perché farsi scegliere non ha niente a che vedere con un altro attestato appeso al muro.


Il mercato non è saturo. È pieno di professioniste tutte uguali


“Siamo troppe.” “Qui non c’è lavoro.” “La gente non spende più.”

Tutte frasi molto diffuse. E molto comode. Il mercato non è saturo. È omologato. Stesse foto, stessi messaggi, stessi listini, stesso modo di parlare alle clienti. Stessa proposta, stesso tono, stessa promessa.


Se ti presenti come tutte le altre, verrai trattata come tutte le altre. E indovina chi vince quando le professioniste sembrano intercambiabili? Quella che costa meno. O quella che urla di più. Se questo gioco non ti piace, la soluzione non è lamentarsi. È uscirne.


Professionalità estetista: se non lavori, non è colpa del settore (ed è qui che fa male)


A questo punto conviene dirlo chiaramente, anche se dà fastidio: se non lavori come vorresti, non è colpa del settore. È colpa del fatto che stai affrontando un mercato moderno con una mentalità vecchia. E per la professionalità di un'estetista, non va bene.


Non basta saper fare. Serve saper comunicare. Serve saper gestire una relazione. Serve saper dare valore al proprio lavoro. Serve saper parlare di prezzo senza imbarazzo. Serve autorevolezza. Serve identità.


Tutte cose che nessuno ti ha mai insegnato davvero. E infatti molte professioniste sono tecnicamente preparate, ma inermi quando si tratta di posizionarsi.


La professionalità a 360 gradi che nessuno ti ha insegnato

Essere una professionista oggi significa molto più che eseguire bene un trattamento. Significa capire chi hai davanti. Significa leggere i comportamenti, non solo la pelle. Significa creare fiducia, non solo risultati. Significa costruire un’esperienza, non una prestazione.


La tecnica fa tornare una cliente una volta. La professionalità completa la fa tornare per anni. E questa professionalità non nasce per caso. Non si improvvisa. Non arriva accumulando corsi tecnici uno sopra l’altro. Serve un lavoro più profondo, più scomodo, più maturo.


Il problema non è che ti manca una competenza. È che ti manca una visione


Molte professioniste continuano a formarsi, ma sempre nello stesso punto. Un altro corso. Un’altra tecnica. Un’altra specializzazione. Il risultato? Tante competenze scollegate, ma nessuna direzione.


Una visione professionale, invece, tiene tutto insieme: chi sei, come comunichi, come ti presenti, come ti fai percepire, come ti fai scegliere.

Senza questa visione, ogni competenza resta isolata. E isolata… rende poco.


Unica non ti insegna a fare una cosa in più. Ti insegna a lavorare davvero


Ed è qui che entra Unica. Non come “un corso”, ma come un cambio di paradigma.

Unica nasce per chi ha capito una cosa semplice e scomoda: oggi non basta saper fare bene. Bisogna essere professioniste complete.


Nei percorsi Unica non si lavora solo sulle competenze, ma su tutto ciò che le rende spendibili: mentalità, comunicazione, relazione, autorevolezza, consapevolezza professionale.


Non è una scorciatoia. Non è una promessa magica. Non è per chi cerca il trucco segreto. È per chi vuole smettere di sentirsi invisibile in mezzo a mille altre uguali.


Puoi continuare a collezionare competenze. Oppure diventare rara


Puoi continuare a dire che il settore è difficile. Oppure puoi accettare che oggi serve molto più di quello che serviva ieri. Il settore non ti deve nulla. Il mercato non aspetta nessuno. La differenza la fa chi ha il coraggio di evolvere.

E l’evoluzione, nel beauty, non è fare di più. È ragionare meglio.


FAQ – Domande che (forse) stai evitando di farti


1. Saper fare bene il proprio lavoro non è più sufficiente oggi? No. È indispensabile, ma non distingue più. La differenza la fanno comunicazione, identità e visione professionale.

2. Il settore estetico è davvero saturo? È affollato, non saturo. Chi si distingue lavora. Chi si omologa fatica.

3. Perché tante professioniste brave non riescono a lavorare come vorrebbero? Perché sono tecnicamente preparate ma non strutturate come professioniste moderne.

4. La formazione tecnica serve ancora? Assolutamente sì. Ma da sola non costruisce una carriera solida.

5. Cosa significa professionalità a 360 gradi nel beauty? Unire competenza tecnica, comunicazione, relazione, gestione del valore e consapevolezza.

6. Perché i prezzi sono sempre una battaglia? Perché senza autorevolezza e posizionamento il prezzo diventa l’unico criterio di scelta.

7. Unica è adatta anche a chi è all’inizio? Sì, soprattutto a chi non vuole partire con una mentalità già vecchia.

8. Unica sostituisce i corsi tecnici? No. Li rende finalmente utili e spendibili nel mercato reale.

9. Serve davvero lavorare su comunicazione e psicologia della cliente? Sì. Perché il beauty è relazione, prima ancora che tecnica.

10. Qual è il vero errore più comune oggi nel settore beauty? Pensare che il problema sia fuori, invece che nel modo in cui si affronta il mercato.

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